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Il Mediterraneo é l’Area con più Potenzialità al Mondo, se Passa per Economia Civile e Sostenibilità.

Il nostro futuro è nell’ampliamento ed il consolidamento dei rapporti nel Mediterraneo e con l’Europa, in chiave di economia civile e sostenibilità.

Guardando meramente le stime PIL di alcuni Paesi del Mediterraneo (2023) possiamo vedere:

Italia: Circa 2.0 trilioni di dollari, Francia: Circa 2.7 trilioni di dollari, Spagna: Circa 1.5 trilioni di dollari, Grecia: Circa 500 miliardi di dollari, Turchia: Circa 1.0 trilione di dollari, Marocco: Circa 130 miliardi di dollari, Tunisia: Circa 50 miliardi di dollari, Egitto: Circa 400 miliardi di dollari, Algeria: Circa 200 miliardi di dollari, Libia: Circa 50 miliardi di dollari, Malta: Circa 20 miliardi di dollari, Cipro: Circa 25 miliardi di dollari, Siria: Circa 45 miliardi di dollari (la situazione economica è instabile a causa della guerra civile), Giordania: Circa 40 miliardi di dollari, Israele: Circa 500 miliardi di dollari, Bosnia ed Erzegovina: Circa 20 miliardi di dollari, Montenegro: Circa 5 miliardi di dollari, Croazia: Circa 70 miliardi di dollari, Libano: 25 miliardi di dollari (comunque non é il reale valore del prodotto interno lordo), Albania: 23 miliardi di dollari.

Stiamo parlando dunque di 9.300 miliardi di dollari circa. Per dare un metro di comparazione, la Cina viaggia intorno ai 17.200 miliardi. E non possiamo ragionare di Mediterraneo senza pensare al concetto di sinergie EuroMed e GCC.

La potenzialità di crescita dell’area Mediterranea e ben maggiore delle altre.

Il commercio intra-mediterraneo ha visto un aumento significativo, nonostante la maggior parte degli scambi commerciali avvenga tra i paesi dell’Unione Europea. Secondo dati recenti, il commercio intra-regionale rappresenta circa il 25% del totale degli scambi commerciali dei paesi mediterranei, senza considerare che il 27% delle merci globali passano per il Mediterraneo. La popolazione dell’area supera i 450 milioni.

Possiamo concludere che la sostenibilità è il tema cruciale, data la vulnerabilità del Mediterraneo agli impatti del cambiamento climatico, come l’innalzamento del livello del mare e l’erosione costiera. Gli sforzi per promuovere un’economia verde e sostenibile sono sempre più importanti, includendo l’adozione di pratiche agricole sostenibili e la protezione delle risorse marine. La sostenibilità e l’applicazione dell’Economia civile a questa area risulterebbero il principale volano di crescita. Questa è la sfida del nostro futuro, del nostro presente.

Anche lo stesso Mario Draghi nel suo intervento ha suggerito alcune priorità in linea con quanto descritto prima, ovvero per consolidare la competitività europea servono:

  1. Investimenti in Innovazione e Tecnologia: Potenziare la ricerca e lo sviluppo è cruciale per mantenere l’Europa all’avanguardia nei settori emergenti.
  2. Transizione Ecologica: Integrare misure ecocompatibili che non solo rispondano alle emergenze climatiche ma generino anche nuove opportunità economiche.
  3. Integrazione di Mercato: Promuovere una maggiore integrazione tra i mercati europei per facilitare il commercio e gli investimenti interni.
  4. Educazione e Competenze: Rafforzare il capitale umano tramite offerte formative mirate alle competenze del futuro.

Draghi ha enfatizzato che, nonostante le difficoltà, ci sono enormi opportunità per l’UE di guidare il cambiamento globale. Con politiche appropriate, l’Europa può non solo migliorare la propria competitività, ma anche creare un modello di crescita sostenibile su scala globale.

Il messaggio di Mario Draghi è chiaro: per garantire un futuro prospero, l’Europa deve agire con determinazione e lungimiranza. La chiave del successo sta nella capacità di trasformare le sfide globali in occasioni di sviluppo e innovazione.

Cosa pensate di questo sguardo al futuro proposto da Draghi?

L’economia civile è nella visione di Mario Draghi dunque?

Mario Draghi, noto per il suo ruolo di leadership alla Banca Centrale Europea e come Presidente del Consiglio dei Ministri in Italia, ha spesso focalizzato la sua attenzione su stabilità economica, crescita sostenibile e riforme strutturali.

Sebbene non abbia esplicitamente adottato il termine “economia civile” nei suoi discorsi e politiche, molti dei principi che ha promosso durante il suo mandato riflettono alcuni aspetti di questa filosofia.

L’economia civile si concentra su un’economia più inclusiva e sostenibile, mettendo al centro il benessere sociale e l’importanza delle comunità, concetti che Draghi ha sostenuto attraverso varie iniziative.

Ad esempio, ha posto l’accento sulla necessità di riformare il mercato del lavoro per renderlo più equo, promuovere la sostenibilità ambientale e rafforzare la coesione sociale in Europa.

Sebbene le sue politiche siano spesso orientate verso stabilità macroeconomica e crescita, l’approccio di Draghi include riconoscere l’importanza di politiche che vadano oltre la semplice crescita economica, cercando di garantire un equilibrio tra sviluppo economico, sostenibilità e giustizia sociale, quindi in linea con alcuni principi dell’economia civile.

Publicato da Matteo Redenti – Fondatore del Mediterranean Forum of Local Governments and Business

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